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LIBERO PENSIERO.

Cos’è questo libero pensiero che tanta paura incute alle istituzioni, alle gerarchie, a chi comanda in azienda e a tutti colori che si identificano nel pensiero unico?

Perché il libero pensatore, quando va bene viene osteggiato mentre nei casi più estremi, per usare una metafora di

 Aleksandr Isaevič Solženicyn: “non c’è più bisogno di mandarli in Siberia, basta spegnergli il microfono “; vengono isolati?

ORIGINI E CENNI STORICI DEL LIBERO PENSIERO.

Non si può parlare di libero pensiero senza ricordare la figura più emblematica e direi controversa di questo pensiero e cioè Machiavelli: il padre del libero pensiero, l’iniziatore di una genealogia mutevole di intellettuali, artisti, uomini di Sato, ma anche semplici uomini e donne, uniti dalla difesa delle proprie libertà individuali e dal bisogno di immaginare e costruire una società che le tuteli e promuova. Il libero pensiero del XVI e XVII secolo è dunque insieme di affrancamento spirituale e materiale, politico e religioso, rifiuto pervicace di ogni forma di tirannia nell’esperienza civile , quanto in quella morale. Michiavelli è dunque a pieno titolo una delle principali fonti storiche di quella che, insieme a massoneria e Illuminismo, va considerata tra le grandi rivoluzioni culturali della prima età moderna, ovvero il libero pensiero.

A questo proposito, Paul Valéry, in un articolo del 1938 ha dato una fulminate descrizione dei fautori del libero pensiero: sono coloro i quali resero la libertà un ideale un mito, un fermento culturale.

In coloro che sono ritenuti le icone del libero pensiero e cioè Montaigne, La Boétie, Machiavelli, e Shakespeare, si attiva e si perfeziona un meccanismo di difesa nei confronti dello stato eteronomico , ovvero la dolorosa disposizione a subire  la pressione del potere e regolare il proprio comportamento  secondo la volontà di chi comanda in contesti gerarchici. ( aziende, istituzioni, associazioni, partiti ecc).

Addirittura il Don Giovanni di Molière diverrà il simbolo dell’autonomia mentale e non a caso egli verrà individuato come un alter ego del libero pensiero.

A coloro che con sarcasmo e ironia oltraggiano il libero pensiero, dico: “ l’etica libertina non è un ‘etica povera o dimezzata; è invece un’etica del rispetto per tutte le sfere viventi in quanto il libero pensiero è pensiero dell’alterità  e della conoscenza libera e critica del mondo.

Quanto basta per sancirne la necessità, ora e qui.

In un’ottica di Analisi Transazionale, colui che si relaziona tramite il libero pensiero è una persona dotata dello Stato dell’IO Adulto molto emancipato e non contaminato dagli Stati dell’Io Genitore e Bambino; grazie a questa capacità, la sua autostima plasma le relazioni interpersonali e le rende obiettive e veritiere al punto da destare timore negli interlocutori in quanto non capaci di tenere un confronto a loro favore.

Per questo e tante altre ragioni dettate dal politically correct, colui che esercita il libero pensiero è metaforicamente chiamato a combattere sempre contro tutti.

A Voi la scelta se combattere affinché le vostre idee trovino la giusta collocazione, oppure rassegnarsi a vederle calpestate e con esse la vostra dignità di persona

stefano staderoli

ANALISI TRANSAZIONALE: L’ATTEGGIAMENTO VERSO LA VITA

A seconda di come  si è plasmata  la personalità di ciascuno di noi, di quali stati d’animo  tenda  a prevalere e condizionare tutti i nostri comportamenti, muta il nostro atteggiamento verso noi stesso e gli altri.

LE POSIZIONI DI VITA .

1.Là dove prevale l’adulto come elemento di equilibrio, la persona accetta se stessa e gli altri: Io  sono Ok, tu sei Ok.

E’ il tipico atteggiamento del vincente

2.Là dove prevale il Genitore persecutore o salvatore, la persona accetta se stessa ma non gli altri: Io sono Ok, Tu non sei OK.

E’ il tipico atteggiamento di chi per sentirsi vincente Ha bisogno di far sentire altri perdenti

3.Là dove prevale il Bambino sottomesso o il Bambino ribelle, la persona non accetta se stesso, mentre può accettare gli altri:Io non sono Ok;  Tu non sei OkE’ il tipico atteggiamento del perdente.

IL VINCENTE.

E’ felice di vivere,

Vive nel presente,

Guarda l’avvenire senza timore,

Prende in mano la propria vita,

E’ maestro di se stesso,

E’ dotato di libero pensiero,*( dimostrando di avere un Adulto emancipato, non contaminato da altri Stati dell’Io )

Esprime le proprie opinioni,

Ascolta anche l’opinione degli altri,

Accetta i suoi errori,

Allaccia relazioni sincere e dirette con gli altri,

LA SUA POSIZIONE DI VITA E’: IO SONO OK

IL PERDENTE .

Si considera come una vittima,

Ripete quello che gli altri dicono,

Non è competente,

Rifiuta la responsabilità,

Ha un atteggiamento negativo,Rigetta sugli altri, la società, la sua ditta, tutte le colpe dei suoi insuccessi e del suo scontento,

Non riconosce, non accetta, e non vuole che gli altri riescano nelle loro imprese,

Compiange se stesso,

Ha paura del proprio avvenire,

LA SUA POSIZIONE DI VITA E’: IO NON SONO OK

TU NON SEI OK .

Quando agisco secondo la posizione

 “ Tu non sei Ok”

Faccio sentire gli altri perdenti.

Per esempio quando:

Non rispetto

Non li ascolto,

Non accetto altra opinione che la mia,

Non faccio mai un complimento,

Non noto la presenza dell’altro,

Non sono riconoscente,

Non ho fiducia negli altri, Pretendo che gli altri abbiano fiducia in me




ANALISI TRANSAZIONALE: L’INTEGRAZIONE DEGLI STATI DELL’IO

•Si è visto che il primato nella scelta dei comportamenti deve essere attribuito all’Adulto; ciò non significa che si debba negare validità agli altri Stati dell’IO.  •L’importante è integrare i tre stati dell’IO consentendo loro di esprimersi armonicamente e in modo differenziato a seconda delle diverse circostanze  e degli obiettivi che desideriamo raggiungere.

LE TRANSAZIONI.

La relazione interpersonale, cioè il rapporto tra due o più persone, consiste, fondamentalmente in uno scambio di stimoli e di reazioni a tali stimoli.

Il più delle volte, un determinato stimolo tende a provocare una determinata  risposta, allorché ciò avviene, si dice che i due interlocutori comunicano sulla stessa lunghezza d’onda.

Se invece ad uno stimolo segue una reazione imprevista, si dice che tra i due interlocutori si è stabilito un insoddisfacente livello di comunicazione.

MA PERCHE’ CIO’ AVVIENE ?

Si è visto che ogni individuo ha in sé un G A B e che, nelle diverse situazioni, si ha il prevalere di uno stato dell’IO rispetto agli altri.

Allorché si innesca un processo comunicativo ( transazione ), lo stimolo iniziale viene lanciato da un determinato stato dell’IO e mira ad attivare , nell’interlocutore, uno stato dell’IO direttamente o indirettamente corrispondente.

LE TRANSAZIONI .

Le transazioni possono essere :

1. PARALLELE O COMPLEMENTARI

2. INCROCIATE

3. NASCOSTE

4. ULTERIORI

stefano staderoli




Analisi Transazionale : IL BAMBINO

E’ lo stato dell’IO originario, il primo presente nel bambino, già funzionante fin dall’epoca della vita intrauterina.

Contiene tutte le registrazioni dei sentimenti, piacevoli o spiacevoli, provati dal bambino nel periodo che va fino ai 5 anni.

Sono così compresenti l’affetto e l’odio, il sentimento di importanza e quello di onnipotenza, la gratitudine e l’invidia, il desiderio smodato e il rifiuto totale , la fantasia creativa e quella distruttiva, la vita e la morte, la gioia e l’angoscia provate nelle diverse situazioni infantili. Il Bambino contiene le registrazioni di eventi interni, e cioè dei sentimenti provati per reazione ad eventi esterni, provenienti prevalentemente dal padre e dalla madre, nel periodo che va dalla nascita ai 5 anni.

Il Processo di adattamento del bambino all’ambiente .

Lo scontro tra le esigenze di puro piacere  del Bambino e quelle civilizzanti dei genitori , crea nel bambino la percezione di essere pieno di cose cattive, non approvate. Egli, così, registra  nel suo Bambino il sentimento:

 “ IO NON SONO OK “ e la relativa infelicità che ne deriva.

Al termine dei 5 anni, il B. ha effettuato una serie di registrazioni:

1.La gioia delle scoperte della prima volta, dell’affetto, del piacere, del benessere da un lato; la rabbia, l’odio, l’invidia ecc. dall’altro .

2. Relative  ai sacrifici richiesti dal mondo esterno e all’adattamento a tali richieste.

3.- Relative ai sacrifici richiesti dal mondo esterno e al sentimento di ribellione o di accettazione forzata di tali richieste.

Questi tre differenti tipi di registrazione danno luogo ad una differenziazione interna allo Stato dell’IO Bambino:

Quelle del tipo 1, costituiscono il BAMBINO LIBERO ( BL)

Quelle del tipo 2 e 3, danno luogo rispettivamente al :a.BAMBINO ADATTATO POSITIVO

b. BAMBINO ADATTATO NEGATIVO ( sottomesso o ribelle )

CARATTERISTICHE DEL BAMBINO .

FISICHE

Le lacrime, il labbro tremante, il broncio, la voce acuta o lamentosa, gli occhi bassi, ridere, mordersi le unghie, mettersi le dita nel naso.

VERBALI.

Io desidero, , io voglio, non lo so, farò, non me ne importa, immagino, quando sarò grande, sono migliore di te, ecc

Quando si notano queste caratteristiche, significa che il Bambino in noi è attivo.

stefano staderoli



ANALISI TRANSAZIONALE, LEZIONE2.

GENITORE.

Questo stato dell’Io viene formandosi dagli 0 ai 5 anni di vita del bambino mediante la registrazione a livello cerebrale dei comportamenti e delle parole dei genitori, o comunque delle persone più significative che accudiscono il bambino in questo periodo della sua vita.

Gli stimoli che gli provengono dai genitori, vengono registrati in diretta e comprendono le norme, le regole, i rimproveri, le proibizioni, i segnali di pericolo, gli eventuali conflitti esistenti tra padre e madre, ma anche le cure, l’affetto, le carezze .
ANALISI TRANSAZIONALE
Questi insiemi di dati , buoni o cattivi, coerenti o incoerenti che siano, vengono registrati come VERITA’, in quanto provengono da esseri che il bambino, totalmente dipendente, considera onnipotente  e onniscienti.

Il padre e la madre vengono interiorizzati nel G, sotto forma di registrazioni di ciò  che il bambino li osserva dire e fare
RUOLI GENITORIALI E LORO INTROIEZIONE 

•I ruoli esercitati dai genitori nei confronti del bambino sono essenzialmente 2:•1. RUOLO PROTETTIVO: la prima funzione  dei genitori è quella di accudire i figli finche non abbiamo raggiunto un sufficiente livello di autonomia.•2. RUOLO NORMATIVO: è compito dei genitori educare i figli, insegnare loro quell’insieme di norme  e di regole che presiedono alla vita sociale.

RUOLI GENITORIALI E LORO INTROIEZIONE

•Entrambi questi ruoli possono essere esercitati in modo adeguato oppure no ; così ad es. il Ruolo Protettivo può degenerare in comportamenti IPERPROTETTIVI finalizzati non più al raggiungimento dell’autonomia, ma al mantenimento  del figlio nell’originario stato di dipendenza. •A sua volta, il Ruolo Normativo, può trasformarsi in uno schema rigido, punitivo, che mortifica ogni espressione  libera, creativa e spontanea del bambino e che lo fa sentire “ CATTIVO “, “ INACCETTABILE “, meritevole solo di punizioni. Entrambi questi aspetti ( positivo e negativo ) dei due ruoli vengono registrati nello stato dell’IO Genitore e determinano una differenziazione  al suo interno.

CARATTERISTICHE  del GENITORE

FISICHE.
Fronte accigliata, labbra increspate, indice puntato, lo scuotere del capo, lo sguardo inorridito, il pestare i piedi, le mani sui fianchi, le braccia incrociate sul petto, sospirare.

VERBALI.
Sono deciso a mettere fine a questo stato di cose una volta per tutte;
Quant’è vero Iddio…….
Ricordati sempre……….
Quante volte te l’ho detto ?
Se io fossi in te………………

IL GENITORE in SINTESI


stefano staderoli





ANALISI TRANSAZIONALE , Lezione nr. 1

ANALISI TRANSAZIONALE

Io pagherò sempre la capacità di saper trattare
  le persone più di qualsiasi altra capacità

Rockfeller
A questo proposito, un formidabile strumento per comprendere meglio gli atteggiamenti e i comportamenti nostri e delle persone che ci circondano  è l’Analisi Transazionale
( Eric Berne )

ANALISI TRANSAZIONALE

Il suo nome.
Il suo nome deriva dalla constatazione che ogni nostra azione, ogni nostra relazione con uno o più individui, si esplica attraverso uno scambio di parole.  Tale scambio ha delle regole  e la prima fra queste è che ciascuno dà all’altro  in funzione di ciò che ha ricevuto e del modo in cui lo ha ricevuto. Quindi l’ A.T. è l’analisi degli scambi di Parole , di gesti, ecc.  che caratterizzano le relazioni umane.

La metodologia che l’A.T. propone consiste nell’analisi dei nostri comportamenti, dei nostri atteggiamenti mentali, del nostro linguaggio e delle nostre reazioni  fisiche ed emozionali mediante l’uso di una serie di griglie ( ad es. gli stati dell’IO, le POSIZIONI di VITA, la STRUTTURAZIONE del TEMPO )
GLI STATI DELL’IO.
Tutti noi abbiamo potuto constatare che le persone di fronte a situazioni differenti, subiscono cambiamenti talora radicali. Muta il loro atteggiamento, l’espressione del viso, il tono della voce ecc. L’impressione che ne ricaviamo, è quella di trovarci improvvisamente  di fronte a personalità diverse che evocano con i loro comportamenti la fragilità o la testardaggine dei bambini, la rigidità dei genitori e la ragionevolezza e la logica degli adulti.
Non si tratta di TRE personalità diverse, ma di una Personalità con TRE differenti STATI dell’IO.

stefano staderoli